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Le sette morti di Evelyn Hardcastle

A Blackheath House ogni cosa è ormai pronta per accogliere i facoltosi invitati al ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. In quella stessa tenuta, diciannove anni prima, si era verificato un tragico evento: il giovane lord Thomas aveva sventuratamente perso la vita, segnando il declino ineluttabile degli Hardcastle. Ecco perché dopo molti anni questa è la prima occasione in cui i padroni di casa radunano di nuovo i vecchi amici. Ma la morte a Blackheath House è destinata a presentarsi ancora: alle undici della sera, mentre trionfano in cielo i preannunciati fuochi d'artificio, la giovane e bella Evelyn, figlia di Lord Peter e Lady Helena, scivola nell'acqua del laghetto, a seguito di un colpo di pistola nel ventre.
Il macabro evento è solo il primo di una serie: l’invito al ballo si rivela infatti un gioco spietato, che invita a giocare in particolare uno degli invitati alla festa: «Qualcuno verrà ucciso al ballo di stasera. Non sembrerà un omicidio e quindi l’assassino non verrà catturato. Risolvi quell’ingiustizia e ti mostrerò la via d’uscita». Il messaggio è destinato a Aiden Bishop, a cui tocca di rivivere la morte di Evelyn in loop, fino al momento in cui non sarà in grado di individuarne il colpevole. Solo così potrà lasciare la tenuta. Ma non è tutto, perché come se non bastasse Aiden rivivrà l'omicidio di volta in volta nei panni diversi di ciascuno degli ospiti presenti.

Un giallo innovativo, complesso, contorto al punto giusto; insomma, un giallo per veri intenditori! Il protagonista si trova a dover fronteggiare continui ostacoli verso la verità, verso una libertà bramata ma difficile da raggiungere; Evelyn è la chiave per poter finalmente mettere in ordine le tessere del puzzle. 
Per gli amanti del mistero e delle indagini questo libro è davvero consigliato; l'autore riesce a tenere alta l'attenzione del lettore introducendo sempre nuovi indizi, nuovi tasselli per poter giungere, alla fine, ad una verità inaspettata. Per evitare di svelare elementi fondamentali per risolvere il mistero non mi resta che dirvi: correte a leggerlo! 

Dell'amore e di altri demoni

Da un'antica tomba nel convento delle clarisse di Cartagena emerge una lunghissima chioma rossa. Dal singolare evento, cui il giovane Garcia Màrquez, allora cronista alle prime armi, si trovò ad assistere, scaturisce questo affascinante racconto pubblicato nel 1994. Al centro della vicenda, ambientata in una Cartagena de Indias perduta in un vago e oscuro passato coloniale, sospeso tra il possibile e il misterioso, c'è la passione innaturale e distruttiva che vede protagonisti una bellissima bambina morsa da un cane rabbioso, un medico negromante e un giovane esorcista posseduto dal mal d'amore.

In questo breve racconto, Marquez riesce, come sempre, ad evocare un'atmosfera quasi surreale, descrivendo un amore impossibile, un popolo legato a storie antiche e la forza incontrollabile di una giovane donna. L'amore, così come descritto dall'autore, assume forme nuove e antiche al contempo, dimostrando al lettore che ognuno di noi può trovare sè stesso nelle pagine di un buon libro.  
 

 

La linea d'ombra

Il protagonista è un giovane ufficiale a cui viene affidato il comando di una nave, dopo la morte del capitano in circostanze poco chiare. Approdato nel porto di Bangkok, egli viene a sapere che il precedente comandante era morto suicidandosi in mare e che prima di farlo aveva lanciato una maledizione sull’imbarcazione. Ripreso il viaggio, la nave sembra effettivamente attirare su di sé continue sventure, tra cui una bonaccia che perdura per alcune settimane. E per di più, nel corso di questo periodo, a uno a uno tutti i membri dell’equipaggio si ammalano di una febbre tropicale.

In poco più di cento pagine, Conrad riesce a evocare un'atmosfera quasi surreale, delineando la perfetta metafora della vita attraverso il racconto di un travagliato viaggio in mare. Silenzio, attesa e speranza, quasi perduta, accompagnano il lettore in questo percorso introspettivo, riuscendo a immedesimarsi nelle sensazioni del protagonista che affronta, con non pochi timori, lo sconosciuto cammino verso "la linea d'ombra". 

Caffè amaro

 
Gli occhi grandi e profondi a forma di mandorla, il volto dai tratti regolari, i folti capelli castani: la bellezza di Maria è di quelle che gettano una malìa su chi vi posi lo sguardo, proprio come accade a Pietro Sala – che se ne innamora a prima vista e chiede la sua mano senza curarsi della dote – e, in maniera meno evidente, all’amico Giosuè, che è stato cresciuto dal padre di lei e che Maria considera una sorta di fratello maggiore. Maria ha solo quindici anni, Pietro trentaquattro; lui è un facoltoso bonvivant che ama i viaggi, il gioco d’azzardo e le donne; lei proviene da una famiglia socialista di grandi ideali ma di mezzi limitati. Eppure, il matrimonio con Pietro si rivela una scelta felice: fuori dalle mura familiari, Maria scopre un senso più ampio dell’esistenza, una libertà di vivere che coincide con una profonda percezione del diritto al piacere e a piacere. Attraverso l’eros, a cui Pietro la inizia  con sapida naturalezza, arriva per lei la conoscenza di sé e dei propri desideri, nonché l’apertura al bello e a un personalissimo sentimento della giustizia. Durante una vacanza a Tripoli, complice il deserto, Maria scopre anche di cosa è fatto il rapporto che, fino ad allora oscuramente, l’ha legata a Giosuè. Comincia una rovente storia d’amore che copre più di vent’anni di incontri, di separazioni, di convegni clandestini in attesa di una nuova pace.

Simonetta Agnello Hornby ci fa sognare, portandoci per mano dentro una Sicilia fatta di sapori antichi, di tradizioni, ancora legata al passato ma bramosa di affrontare i segreti della modernità. In questo romanzo sembra quasi di sentire il profumo dei limoni freschi, del caffè appena fatto, di una merenda in preparazione. Maria, la protagonista, diventa quasi un'amica per il lettore, che la accompagna in tutta la sua vita, dagli anni più turbolenti a quelli più sereni. Non bastano poche righe a descrivere questo romanzo; è amore, è passione, è famiglia. E' tradizione, è ribellione, è pazienza. E' tutto quello che serve per sognare ad occhi aperti e sentire un brivido alla bocca dello stomaco. Ecco, "brivido" è la parola adatta per descrivere l'emozione che si prova leggendo questo libro. Imperdibile. 



La principessa di ghiaccio

Erica Falck è tornata nella casa dei genitori a Fjällbacka, incantevole località turistica sulla costa occidentale della Svezia che, come sempre d'inverno, sembra immersa nella quiete più assoluta. Ma il ritrovamento del corpo di Alexandra, l'amica d'infanzia, in una vasca di ghiaccio riapre una misteriosa vicenda che aveva profondamente turbato il piccolo paese dell'arcipelago molti anni prima. Erica è convinta che non si tratti di suicidio, e in coppia con il poliziotto Patrik Hedström cerca di scoprire cosa si nasconde dietro la morte di una persona che credeva di conoscere. A trentacinque anni, con la sensazione di non sapere bene cosa volere nella vita ma stimolata da un nuovo amore, approfitta del suo status di scrittrice per smascherare menzogne e segreti di una comunità dove l'apparenza conta più di ogni cosa.

Camilla Lackberg è una vera e propria scoperta; l'autrice si muove agevolmente tra i punti di vista dei diversi personaggi, riuscendo a combinare fluidamente il racconto del presente con episodi del passato. Ogni pagina porta con sè la brama di continuare a leggere, per comprendere e scoprire i segreti che si celano dietro le storie dei protagonisti. Un giallo moderno coi fiocchi, oserei dire. La Lackberg dimostra la sua grande abilità nel corredare elementi nefasti con la scorrevolezza e leggerezza del testo. Il libro perfetto da apprezzare in ogni momento, in metro, sulla spiaggia o al parco. Insomma, non vi resta che leggerlo!