La guerra di Crimea ha dominato la metà del XIX secolo, provocando la
morte di almeno 800.000 persone e ridisegnando completamente la mappa
dell'Europa. E stata anche una guerra di religione, sorretta dalla
fervida, populista e feroce convinzione dello zar Nicola I e dei suoi
ministri che quella guerra doveva essere considerata una crociata,
l'adempimento del destino della Russia a governare tutti i cristiani
ortodossi e a controllare la Terra Santa. Fu inoltre una guerra basata
su odio e ipocrisia, segnata in particolare dall'enorme ondata di
russofobia che travolse buona parte dell'Europa. Figes descrive la
guerra come un'autentica crociata nella quale la religione ebbe un ruolo
fondamentale, che finì per farla diventare la prima "guerra totale"
della storia. Figes utilizza materiale di prima mano (lettere dei
soldati, diari, documenti provenienti dall'Archivio Generale russo
etc.), tratta gli eventi bellici da una prospettiva che dà vita a nuove
interpretazioni.
