LibriLiberi in Movimento
LIBRILIBERINMOVIMENTO nasce da una collaborazione delle ASSOCIAZIONI: I RAGAZZI DELLA BARCA DI CARTA e MOVIMENTO CONTAMINARTE -

L'uomo dei cerchi azzurri

Da quattro mesi i marciapiedi di Parigi riservano una sorpresa apparentemente innocua: grandi cerchi blu tracciati con il gesso, e al centro una serie di oggetti stravaganti: un trombone, una pinzetta, un vasetto di yogurt, una candela... I giornalisti indagano per sfamare l'interesse dei lettori e gli psicologi si dividono tra chi grida al maniaco, e chi ipotizza la burla. Adamsberg, però, non trova nulla di divertente nell'escalation dei cerchi: la sua fine psicologia di conoscitore del male gli lascia intuire che dietro l'apparente stramberia si nasconde qualcosa di morboso. E ben presto i fatti gli danno ragione: un'altra alba e un altro cerchio su un marciapiede, ma stavolta, al centro esatto, un corpo di donna. Parte così una corsa contro il tempo per fermare un assassino del quale si ignora letteralmente tutto.

La prima moglie e altre cianfrusaglie

L’assicuratore Volomari Volotinen è un collezionista compulsivo di antiche rarità. Non c’è limite agli oggetti che desidera, né alle follie che è pronto a fare per metterci le mani, dal colbacco di Lenin agli slip di Tarzan, dalla dentiera del maresciallo Mannerheim alla ghigliottina che giustiziò Danton, da una clavicola di Cristo a un refrigeratore da latte scremato di inizio secolo, convertito con successo in distillatore di acquavite. Non è certo un caso che Volomari si sia perdutamente innamorato di Laura Loponen, di vent’anni più vecchia di lui, ex ausiliaria di prima linea della Seconda guerra mondiale e ora maestra pasticcera e inossidabile compagna di vita, come il resto dei suoi cimeli. Per fortuna il mondo è pieno di polizze da firmare, doli da smascherare e controversie risolvibili con un generoso indennizzo, che portano l’assicuratore collezionista a girare per tutta Europa, dalla Lapponia a Londra, dal Mar Glaciale Artico a Budapest, raccogliendo sulla via cianfrusaglie di ogni secolo, ciascuna con una storia tanto strampalata quanto inestimabile. Ben lungi dal dubitare della loro autenticità, con la fede di un credente per le sue reliquie, Volomari appaga così la sua sete di pezzi unici, o forse di immaginazione. Di avventura in avventura, tutte le epoche sono rivisitate da Paasilinna, che punta il mirino del suo humour sulla nostra religiosa dipendenza dagli oggetti, su quell’ansia di possedere, catalogare, accumulare, nell’illusione di tappare i fori da cui la vita ci sfugge ogni giorno.

Palazzokimbo

Napoli, fine anni Settanta. Stella D’Amore ha appena iniziato le elementari quando tutta la sua famiglia viene trasferita in un palazzone costruito dalla Saint-Gobain, la vetreria in cui lavora suo padre, all’estrema periferia di Napoli. Il PalazzoKimbo, come l’ha ribattezzato Stella per via della pubblicità luminosa del caffè che troneggia sul tetto, le ricorda sua madre: sempre stanca, ingrigita e con una ruga perpetua di preoccupazione in mezzo alla fronte. In quell’enorme edificio, in cui è accampata un’umanità avvezza agli stenti, Stella cresce spensierata, giocando con le amiche, immaginando di vivere in una fiaba e trovando nelle braccia del padre tutta la sicurezza di cui ha bisogno. Sono anni duri, quelli: tra gli scioperi della Saint-Gobain – con la messa in cassa integrazione di suo padre e la successiva riconversione aziendale –, il rapimento di Aldo Moro e la strage alla stazione di Bologna. Man mano che la storia “ufficiale” d’Italia si dipana, in Stella si fa lentamente strada una convinzione: PalazzoKimbo non è il luogo incantato che credeva. Quando sua madre le appare preda ormai della tristezza, e quando il nonno paterno che vive con loro si ammala di Alzheimer e le immagini del terremoto in Irpinia sconvolgono il paese, Stella sente che non può continuare a vivere così. La fuga le sembra l’unica via possibile, anche se è ancora soltanto una bambina. Riuscirà a salvarsi? Riuscirà a ritrovare l’amore che la legava a Napoli, alla sua città dai mille volti, alla sua famiglia, alla bizzarra umanità di PalazzoKimbo e persino a quell’enorme, grigio casermone?

Il consolatore

Jakop vive da solo, ma non si sente mai solo. Perché, alla sua veneranda età, ha un hobby che forse può apparire molto strano, ma che gli riempie le giornate e la vita. E non solo a lui. Jakop infatti ama partecipare ai funerali degli sconosciuti, mischiarsi tra la folla degli amici e dei conoscenti e, millantando di conoscere il defunto, inventare aneddoti e ricordi di vicende mai vissute. Storie capaci di commuovere, racconti edificanti e divertenti, che diventano subito parte delle memorie di parenti e amici. Nelle parole di Jakop, trovano straordinaria e creativa consolazione. Jakop conosce bene il potere delle parole, dell'arte infinita del racconto, ed è consapevole che quando sai raccontare hai sempre degli amici...

Karma clown. Dispacci da una nazione iperreale

Mumbai è una sterminata babilonia di strade, culture, grattacieli e slum, e Altaf Tyrewala ne è il suo cantore più smaliziato. Prescindendo - e anzi spesso parodiando - dai riti triti e dai consunti esotismi, come pure dalle messinscene di Bollywood e dagli stereotipi tutti spezie ed epopee famigliari barocche e orientaleggianti a uso e consumo di turisti e lettori, Tyrewala con una scrittura nitida e un'ironia sferzante ci guida nei meandri più angusti, laddove si nascondono scorci di un'India tragicomica che di certo non troverete in nessuna Lonely Planet. In bilico tra iperrealismo e fantastico (proprio come la nazione intera), all'ombra di foreste tropicali o immersi in uno smog asfissiante, cialtroni e pagliacci umani, troppo umani si arrabattano tra festival letterari ciofeca, ritiri spirituali e librerie di seconda mano. E finisce che un clown di plasto-plastica voglia smettere di fare la mascotte di una multinazionale del fast-food, che un regista di film porno anticolonialista catechizzi la sua attricetta esitante e che per una donna delle pulizie il bene più prezioso sia una bottiglia di acqua minerale. Come in un'eterna ruota dell'esistenza, abbiamo la possibilità di reincarnarci di volta in volta in uno di questi stralunati personaggi inabissati nelle contraddizioni dell'agire umano, sempre lo stesso, a qualsiasi latitudine. D'altronde, in una nazione e in una megalopoli così caotiche e sovrappopolate, l'individuo, inerme con i suoi problemi, è sempre schiacciato contro la massa.