Michel Bussi è il maestro riconosciuto dell’alchimia tra manipolazione,
emozione e suspense. Le sue trame sono congegni diabolici in cui il
lettore è invitato a perdersi e ritrovarsi tra miraggi, prospettive
ingannevoli e giochi di prestigio. A Giverny in Normandia, il villaggio
dove ha vissuto e dipinto il grande pittore impressionista Claude Monet,
una serie di omicidi rompe la calma della località turistica.
L’indagine dell’ispettore Sérénac ci conduce a contatto con tre donne.
La prima, Fanette, ha 11 anni ed è appassionata di pittura. La seconda,
Stéphanie, è la seducente maestra del villaggio, mentre la terza è una
vecchia acida che spia i segreti dei suoi concittadini da una torre. Al
centro della storia una passione devastante attorno alla quale girano le
tele rubate o perse di Monet (tra le quali le Ninfee nere che l’artista
avrebbe dipinto prima di morire). Rubate o perse come le illusioni
quando passato e presente si confondono e giovinezza e morte sfidano il
tempo. L’intreccio è costruito in modo magistrale e la fine è
sorprendente, totalmente imprevedibile. Ogni personaggio è un vero
enigma. Un’indagine con un succedersi di colpi di scena, dove sfumano i
confini tra realtà e illusione e tra passato e presente. Un romanzo noir
che ci porta dentro un labirinto di specchi in cui sta al lettore
distinguere il vero dal falso.
