Pubblicato negli Stati Uniti nel 1934 (e solo l'anno successivo in Gran
Bretagna, per problemi di censura), Giorni in Birmania è il primo
romanzo scritto da George Orwell e nasce dalla sua esperienza diretta
come membro della polizia coloniale nll'Indocina degli anni Venti.
Protagonista è il trentacinquenne John Flory, mercante angloindiano di
legname che, insofferente ai codici di comportamento dei sahib bianchi e
attratto dalla cultura orientale, si muove a cavallo tra due mondi
senza riuscire a trovare una propria collocazione e, privo della forza
morale necessaria per ribellarsi alla comunità bianca, rimane frustrato
dagli inevitabili compromessi. Al tema politico si affianca quello
sentimentale: l'amore infelice di Flory per una donna con cui spera
invano di porre fine alla propria solitudine. Ma la vera anima del libro
è la profonda indignazione umana di Orwell, che nel periodo trascorso
in Birmania maturò una coscienza ben precisa dell'ingiustizia su cui si
fondavano i rapporti sociali nelle colonie, atteggiamento che già
preannuncia la satira sferzante dei futuri capolavori come La fattoria
degli animali e 1984 .
