In questa divertente e ingegnosa esplorazione dei nostri rapporti con le
cose quotidiane, Steven Connor si rivolge a quegli oggetti che, pur
nella loro mondana ovvietà, possiedono una qualità magica, una vita
propria: a quelle cose che spesso ci sorprendono per il loro potere di
perturbarci, di sedurci, di placarci. Prendete le borse, per esempio.
Perché la maggior parte delle donne usa la borsa, mentre gli uomini si
affidano alle tasche? Il fascino delle chiavi non risiede nella
possibilità sempre presente che possano essere perse? E avevate
osservato che nessun oggetto spinge alla contemplazione più di un
elastico? Lungo un percorso che si snoda dalle chiavi ai fazzoletti,
dalle caramelle agli occhiali, Steven Connor intraprende un viaggio di
carattere insieme storico, filosofico e linguistico. Ci svuota le
tasche, ci ispeziona i cassetti, riattivando così la nostra connessione
con quelle cose bizzarre alle quali ci lega un’intimità che avevamo
dimenticato.